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16-07-2021

D.Lgs. n. 102/2020 art. 271 comma 7-bis - Obbligo di comunicare emissioni in atmosfera con sostanze cancerogene - scadenza 28 agosto 2021


La disciplina in materia di emissioni in atmosfera prevede che determinate sostanze pericolose vengano limitate nell’utilizzo e, se tecnicamente ed economicamente possibile, sostituite nei cicli produttivi.

Al fine di valutare la percorribilità di tali soluzioni deve essere inviata, entro il prossimo 28 agosto, un’apposita relazione all’ente che ha rilasciato l’autorizzazione alle emissioni.

 

Il D.Lgs. n. 102/2020 ha introdotto nuovi adempimenti e scadenze per le imprese, con particolare riferimento alle emissioni di determinate sostanze pericolose (Notizia n. VR20.1261 del 14/09/2020).

In particolare, è stata inserita una nuova disposizione in base alla quale determinate sostanze debbono essere limitate nell’utilizzo e per le quali va valutata la possibile sostituzione dai cicli produttivi che ne determinano l’emissione in atmosfera, qualora tale sostituzione risulti tecnicamente ed economicamente possibile.

 

Sostanze da considerare

Le sostanze da considerare sono:

 

– quelle classificate come cancerogene o tossiche per la riproduzione o mutagene (H340, H350, H360), individuabili in base a quanto riportato nella sezione 2 della scheda dati di sicurezza predisposta dal fornitore in conformità al regolamento CLP 1272/2008 sulle sostanze e miscele pericolose;

 

– quelle che danno tossicità e cumulabilità particolarmente elevata, intendendosi per tali quelle individuate nella tabella A2 della parte II dell’allegato I alla Parte Quinta del d.lgs. n. 152/2006 (e cioè: policlorodibenzodiossine, policlorodibenzofurani, policlorobifenili, policlorotrifenili, policloronaftaleni);

 

– quelle classificate estremamente preoccupanti dal regolamento REACH n. 1907/2006, incluse nella cosiddetta “candidate list” consultabile all’indirizzo https://www.reach.gov.it/svhc.

 

Relazione

I gestori degli stabilimenti o delle installazioni in cui tali sostanze, singolarmente o in miscela, sono utilizzate nei cicli produttivi da cui originano le emissioni, devono inoltrare all'autorità competente, ossia all’autorità che ha rilasciato l’autorizzazione per le emissioni in atmosfera, una relazione contenente:

 

– l’analisi delle alternative disponibili per la sostituzione,

– la valutazione dei rischi connessi a tale sostituzione,

– la verifica della fattibilità tecnica ed economica di tale sostituzione.

 

La relazione deve essere inviata ogni cinque anni, a decorrere dalla data di rilascio o di rinnovo dell’autorizzazione. Sulla base della relazione l’autorità competente può chiedere la presentazione di una domanda di aggiornamento o di rinnovo dell’autorizzazione.

 

In base alle disposizioni transitorie del d.lgs. n. 102/2020 (2), per le attività in esercizio la prima relazione deve essere presentata entro il prossimo 28 agosto.

 

La norma nazionale non fornisce precise indicazioni in merito alla predisposizione della relazione, pertanto, in assenza di indicazioni da parte delle autorità competenti, i contenuti potranno essere i seguenti:

 

1) individuazione delle sostanze cancerogene, tossiche per la riproduzione, mutagene, di tossicità e cumulabilità particolarmente elevata o estremamente preoccupanti utilizzate nei cicli produttivi che generano emissioni in atmosfera (ovviamente, ove tale verifica dovesse dare esito totalmente negativo, non va presentata alcuna relazione);

 

2) verifica della possibilità di sostituzione;

 

3) analisi delle condizioni per attuare la sostituzione: costi, modifiche impiantistiche, tempi, ecc.;

 

4) valutazione “costi-benefici”, in particolare considerato sia il livello di contenimento delle emissioni già conseguito, sia le possibili controindicazioni delle sostanze sostitutive e del loto utilizzo;

 

5) conclusioni, con l’indicazione dei motivi che consentono/impediscono la sostituzione.

 

Esenzione dall’obbligo di presentazione della relazione quinquennale

Non sussiste l’obbligo di presentazione della relazione quinquennale per quelle attività con emissioni scarsamente rilevanti, soggette ad autorizzazione di carattere generale.